

Qualche settimana si è svolto un fantastico meeting di albergatori organizzato sul territorio abruzzese al quale ho partecipato insieme al team di coach di cui faccio parte.
Un incontro tra tanti professionisti nel settore alberghiero per parlare delle sfide e occasioni nel mondo dell’ospitalità. In questa fantastica occasione io e il team di coach abbiamo avuto l’onore di parlare dell’importanza del Coaching all’interno delle aziende.
Non solo, abbiamo anche organizzato delle attività di team coaching in spiaggia al mattino, una location unica che ha permesso ai partecipanti di avere un assaggio di quanto possa essere potente lo shift mentale da “gruppo che lavora insieme” a vero e proprio Team.


Cos’è un Team?
La prima definizione che spesso si da è di “un gruppo di persone che lavora insieme”. Sì…ma non proprio.
Immagina per un momento un’orchestra.
Ogni musicista è esperto del proprio strumento, ha studiato per anni, è in grado di suonare con grande maestria. L’orchestra si riunisce, ma non sapendo quale brano interpretare, ognuno improvvisa. Le percussioni che amano i Queen suonano un loro brano, mentre le chitarre suonano qualcosa dei Pink Floyd, poi ci sono gli archi che interpretano Schubert…e così via. Cosa ne viene fuori? E’ chiaro qui che se i musicisti non comunicano tra loro, se non si ascoltano, se non si capiscono la musica diventa caotica.
I singoli elementi devono sì essere bravi nel suonare il proprio strumento, ma devono suonare tutti la stessa sinfonia, devono avere tutti lo stesso obiettivo finale.
L’azienda è come un’orchestra. Ogni persona è esperta in qualcosa, ma per avere successo non basta mettere insieme professionisti competenti.
Serve armonia.
Serve unione.
Serve il team.
Il gruppo può essere definito come la prima orchestra di cui vi ho raccontato, in cui ognuno suona ciò che vuole, il team invece è l’orchestra che suona la stessa sinfonia.
Essere un team non è semplicemente lavorare insieme o condividere lo stesso spazio fisico. È molto di più.
Significa avere uno scopo comune, un obiettivo chiaro che tutti riconoscono e verso cui tutti si muovono mettendo in campo le capacità individuali per il bene collettivo. Ma non basta avere una meta comune: è necessario che ci sia collaborazione, fiducia, che ognuno si senta parte integrante del tutto, che si senta connesso agli altri e valorizzato.
Creare un team grazie al coaching
Il coaching mira a creare un team coeso e unito. Per farlo occorre un ingrediente spesso sottovalutato: la conoscenza di sé e dei colleghi. Un team coeso non è semplicemente un gruppo che lavora insieme da tempo, ma uno in cui ogni individuo conosce sé stesso e i propri colleghi, in cui c’è collaborazione sincera. Le dinamiche interpersonali sono quindi fondamentali.
Il team coaching attraverso processi di riflessione e scambio, aiuta a sviluppare le capacità interpersonali.
Un team che sa comunicare apertamente, che comprende i punti di forza e le aree di miglioramento, che conosce gli obiettivi da raggiungere non solo lavora meglio, ma affronta le sfide con maggior successo.
Inoltre, saper comunicare meglio evita un sacco di incomprensioni, il coaching quindi si rivela uno strumento potente per costruire questa unione.
Punti di forza, motivazione e tanto altro
Immagina di conoscere ogni tuo collaboratore, di sapere quali sono i punti di forza di ognuno, le attitudini naturali, ciò che sanno fare meglio e in breve tempo e di riuscire ad assegnare ad ognuno il ruolo più adatto.
Cosa succederebbe? Ci sarebbe un miglioramento della performance straordinario. Ogni persona lavorerà meglio, con più entusiasmo, impiegando meno tempo arrivando anche a sviluppare quello spirito di iniziativa di cui spesso lamentiamo la mancanza. In questo scenario quella persona si sentirà valorizzata, capace, utile e autonoma, non ha bisogno che gli venga detto continuamente cosa fare perché sarà motivata.
La motivazione: un altro tassello fondamentale. Ma come si mantiene alta la motivazione in un team?
La motivazione non può venire solo dalla forza di volontà del singolo individuo ma deve essere sostenuta da un contesto che la alimenti.
Attraverso il coaching, si può lavorare su ciò che motiva ciascun membro del team. Perché, tieni a mente, ogni collaboratore avrà sempre i propri obiettivi personali, e il desiderio di realizzazione personale non va mai trascurato!
Il coaching aiuta a chiarire quali sono questi obiettivi e a trovare un punto di incontro con gli obiettivi aziendali.
Perché quando le persone sentono che il loro sviluppo personale va di pari passo con il successo del gruppo, la motivazione verrà da sè.

Investire nel Team Coaching
Ad oggi, almeno in Italia, sono ancora poche le aziende che collaborano con un coach e investono in un lavoro preliminare e in itinere per settare al meglio il team e farlo crescere. Spesso succede che ci si butti a capofitto nella propria attività con la fretta anche di vedere un ritorno economico, pensando che ai problemi ci si penserà più in là quando si presenteranno. Ma quanto è difficile sistemare i problemi in corsa? Magari ci sono altre cose che non vanno e avere anche un team che non funziona è come avere il motore in avaria.
Quindi, le aziende che decidono di essere affiancate da un coach avranno un vantaggio competitivo importante.
Coaching e Mindfulness nel settore alberghiero…e non solo
In tutti i settori e in particolar modo in quello alberghiero, si ha a che fare con variabili che non sono sotto il proprio controllo. Cambiamento e stress sono parte integrante del lavoro quotidiano.
Nel nostro team, agli strumenti del Coaching affianchiamo le tecniche Mindfulness per coltivare una maggiore resilienza.
Attenzione! Quando parlo di Mindfulness non parlo solo meditazione o tecniche di rilassamento, ma parlo della capacità di saper restare focalizzati, di saper prendere decisioni consapevoli anche nelle situazioni di stress piuttosto che reagire d’istinto. Questo è particolarmente utile quando si tratta di gestire cambiamenti improvvisi o momenti di alta pressione.
Ti sarà capitato di vivere quelle giornate super stressanti che non vedi l’ora finiscano prima di prendertela con qualcuno, vero? Quanto sarebbe bello e utile avere a disposizione delle strategie per gestire quelle emozioni e vivere la giornata con più serenità e di trasmettere questa serenità al resto del team per evitare un effetto a catena di malumore.
Un importante promemoria: i clienti vedono l’interazione tra tutti i membri di un team.
Vedono l’efficienza ma percepiscono anche le tensioni. Notano la velocità del servizio clienti, gli ambienti curati e la velocità del personale…ma vedono anche i musi lunghi dei dipendenti, le occhiatacce, il nervosismo, notano che quest’anno non ci sono gli stessi dipendenti dell’anno scorso…come mai?
Essere un Team significa riconoscere che tutti siamo tasselli fondamentali per creare un’esperienza unica per i nostri clienti.
E tu, come vedi un intervento di coaching nella tua azienda? Parliamone insieme
Un ringraziamento speciale ai miei colleghi e compagni di avventura: Manuela Sabatino, MariaGiovanna Marletti, Massimo Diodato.
